Rolex Daytona: la storia del cronografo diventato un mito. Rolex Daytona: la storia del cronografo diventato un mito.
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Rolex Daytona: la storia del cronografo diventato un mito.

Mercoledì 12 Febbraio 2020
mercatopoli cerea

 

E’ il 1988 quando il Rolex Daytona viene rivoluzionato, tanto nell’abbigliamento quanto nella tecnica, assumendo la referenza 16520. Il più grande cambiamento? Il Daytona diventa un orologio automatico. Il movimento che lo anima è un calibro 4030, realizzato sulla base del calibro 400 El Primero di Zenith, alla quale vengono apportate oltre 200 modifiche, sia estetiche che funzionali, pari al 50% dei componenti del meccanismo. Le più importanti fra queste modifiche sono state la riduzione della velocità di oscillazione, da 36.000 a 28.800 alternanze/ora di un organo regolatore con bilanciere a inerzia variabile, dadi di regolazione Microstella, spirale a curva Breguet, e l’inserimento di un modulo di carica automatica Perpetual, inventato da Rolex nel 1931. E’ per questo che il nuovo modello può esibire sul quadrante, oltre alle diciture Oyster Perpetual Cosmograph Daytona, anche l’indicazione Superlative Chronometer Officially Certified. Dal punto di vista estetico, inoltre, la lunetta porta incisa la scala tachimetrica (200 unità/ora nella prima serie, 400 nella seconda), corona e pulsanti hanno chiusura a vite e il quadrante, che conserva sia l’indicazione “cronografo” che quella “Daytona” in rosso, è disponibile in sole due varianti: bianco, con un settore circolare nero in corrispondenza dei contatori, e nero con i settori bianchi. Questa referenza viene resa disponibile nelle tre versioni acciaio, acciaio e oro e oro 18 carati.

 fonte Hausmann & Co.